Lunedì 21 Aprile 2008

Curiosità: Cuscino DOS

dosugus.jpg

Those of you who run Linux might still experience falling asleep at the monitor with your command terminal running. The steady blinking of the cursor can be hypnotic, but sleeping at the desk is about as ergonomic as sleeping on a pile of stones. Art Lebedev Studio has whipped up an ode to the days of DOS commands with the DOS pillow.

Relive the days where you would wake up to the DOS screen, still giving you command syntax errors, despite the fact that you pressed the same command 400 time, hoping for a different result. Get your own for $36.

Fonte Notizia: Gearfuse

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Martedì 15 Aprile 2008

Urwerk’s New Sexy 202 Hammerhead Automatic Watch Runs With Turbines

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Urwerk took their opportunity at SIHH 2008 to unveil their new 202 Hammerhead Automatic wrist watch which has a innovative new winding rate which is geared with fluid dynamics. For over a century, watch makers were playing around with watches powered with air friction, aided by a traditional rotating vane, much more reliable then the old sand-powered hour glass.

The 202 Hammerhead replaces the traditional vane with two mini-turbines which act as mini air compressors. These turbines give the sexy Hammerhead a dynamic flair, as you can watch them move on the rear of the watches face. And oh yeah, it looks really sexy.

Fonte Notizia: Gearfuse
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Sveglie stravaganti....

Miii che carine......

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I don’t know how many times I’ve been awaken out of a deep sleep when my washer or dryer goes off with that super-sonic blasting beep. It was even worse in the days where my mother and sister would do their laundry, with me, unsuspecting of the beeping, would be shocked out of my slumber.

Sure, it might be a real pain in the ass, but appliances never had a problem getting my ass out of bed, which is why I kinda see the point behind the Appliance Alarm Clocks. When the alarm goes off, the clocks will act like your everyday appliance, producing animated suds, shaking on its stubs, and making loud swishy noises. Possibly a nominee for the most extreme clocks you’ll never own? Get yours from between $17 and $20.
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RFID nei negozi di abbigliamento americani

American Apparel straps RFID tags onto individual garments

RFID clothing is far from revolutionary, but American Apparel is about to get everyone's attention by placing tags on a smorgasbord of garments. The firm is setting out to implement RFID at the item-level, meaning that tags will eventually hit each article of clothing it produces. For starters, the advanced inventory system will be rolled out across each of its 17 metro New York locations, while plans are already in place to deploy the solution to another 120 North American outlets. The idea is to track individual pieces as they're "tagged at the company's manufacturing facility in Los Angeles, received in its retail stores, stored in the stock rooms at the stores, and then placed onto the sales floor and ultimately sold at the point-of-sale." Of course, we wouldn't expect the tags to follow you home or anything -- too bad we can't say the same for the company's skeezy CEO, Dov Charney.

Fonte Notizia: Engadget
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Open Mac, clone Apple offresi

Apple deve ancora commentare ma non rimarrà a lungo indifferente: in queste ore sta conquistando l'interesse di molti in rete una curiosa offerta realizzata da Psystar, azienda che parrebbe proporre un Open Computer, spacciato come sistema Mac-ready e Mac-oriented con tanto di Leopard, una macchina che, però, non esce dai labs di Apple.
il nuovo OpenMacIl traffico verso il sito Psystar è così sostenuto mentre scriviamo che è assai difficile accedervi. Ad ogni modo, molte fonti vanno ai dettagli dell'offerta Psystar, che si comporrebbe nello specifico di un processore Intel Core 2 Duo da 2,2 GHz, supporto grafico Intel GMA 950 e 2 giga di DDR2 667, con possibilità di upgrade dei componenti.
In una nota pubblicata sul claudicante sito del produttore della Florida si giustifica la proposizione di questa "opportunità" con la possibilità di avere un Mac a prezzo scontato. "Perché spendere 1999 dollari - scrive Psystar - per ottenere l'ultimo costoso computer Apple con una scheda video decente, quando si può pagare meno di un quarto di quella cifra per un desktop altrettanto fico e compatto e con lo stesso hardware? Talvolta re-inventare la ruota si dimostra una bella idea".
Il prezzo di OpenMac si aggira attorno ai 400 dollari, suscettibile di variazione se si vuole rimpiazzare l'hardware proposto con qualcosa di più performante, come le ultime schede grafiche NVidia. Ma bisogna tirar fuori altri 155 dollari se si intende appropriarsene mettendoci sopra Leopard supportato dall'emulatore EFI V8. Una scelta per molti versi opinabile: la stessa Psystar avverte che futuri aggiornamenti del sistema operativo potrebbero rendere OpenMac "non funzionante".
È però difficile credere che l'esperimento di Psystar duri a lungo, almeno in questa forma: l'idiosincrasia di Steve Jobs per i cloni del Mac è nota. Inoltre Apple avrà notato l'enorme movimento suscitato nelle ultime ore dall'offerta: molti si attendono un suo prossimo intervento già nelle prossime ore, per impedire che Leopard e le sue tecnologie girino sul mercato in modo non esplicitamente autorizzato da Cupertino.

Fonte Notizia: Punto-Informatico
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Sabato 12 Aprile 2008

Il cellulare tutto fare...

Make this mini cellphone do just about anything, simply by swapping its case

Carry a different phone for every situation, whether you’re traveling light or blasting tunes in your car. On its own, Modu is one of the smallest, lightest cellphones yet. But when you want to do more than basic calling, pop it into a new outer shell to give it features like a full keyboard, a wider display or a longer-lasting battery.


Fonte Notizia: PopSci
Posted by pipols at 12:26:07 | Permanent Link | Comments (0) |

Creazione di un Iron Man reale

While audiences flood theaters this month to see the comic-book-inspired Iron Man, a real-life mad genius toils in a secret mountain lab to make the mechanical superhuman more than just a fantasy with the XOS Exoskeleton


Fonte Notizia: PopSci
Posted by pipols at 12:21:32 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì 11 Aprile 2008

NoLogo/ Doppio legame

Sei l'azienda X. Per restare sul mercato devi vendere, e vendere sempre di più. Per farlo ti rendi conto che devi imparare a usare la rete, sia per produrre sia per vendere. Ti ci incarti, non capisci, intravedi possibilità, trasecoli scoprendo che i tuoi clienti parlano di te e spesso dicono cose che non ti piacciono e altre cosa che ti piacciono tantissimo. Intuisci prospettive interessanti, hai fretta, vuoi i risultati. Entri in questo mondo caratterizzato dalla libertà di movimento e di espressione per godere degli effetti positivi di questa libertà, ma applichi gli stessi criteri di controllo e manipolazione così comodi negli altri media. Dici che sei social, ma vuoi solo continuare a ripetere ossessivamente il tuo messaggio. Proclami il tuo interesse per la simmetria del rapporto ma pretendi di imporre e misurare e determinare ogni minima reazione, se non riesci chiudi, proibisci, annaspi.
In psicologia dire una cosa e farne un'altra si chiama doppio legame ed è considerato una delle cause della schizofrenia: tecnicamente è una situazione in cui un destinatario riceve contemporaneamente due messaggi contraddittori. Nella sua formulazione originale, dovuta a Gregory Bateson, l'incongruenza è tra il messaggio esplicito e gli altri canali comunicativi, come il tono di voce, i gesti, i comportamenti impliciti. Posso dirti "mi piaci tantissimo" fino a perdere la voce, ma se mentre lo dico indietreggio e respingo una carezza esprimo anche il messaggio opposto.
In casi meno gravi il doppio legame prende la forma più blanda di messaggio conflittuale, creando semplicemente delle false verità: se separiamo il contenuto del messaggio dal comportamento collegato, come capita regolarmente quando questo messaggio viene pubblicato, la sintesi di queste mezze verità tende a creare dei falsi miti, come spiegato molto bene qui da Gigi Tagliapietra.
Questo è più il caso della controparte, in questo caso noi, che certo non aiutiamo l'azienda X a capire come muoversi. Sono anni che ci lamentiamo che le aziende non sanno usare la rete, non la capiscono, la usano solo per i banner, eppure quando cercano di fare qualche timido passo nella rete "vera" li bastoniamo senza pietà, molto spesso per partito preso o con motivazioni pretestuose. Critichiamo l'arretratezza del marketing nell'uso della rete, ma anche qualunque iniziativa abbia luogo in rete da parte del marketing.
I falsi miti sono tanti e non aiutano a migliorare una situazione già di per sé compromessa, in cui entrambe le parti tendono a generalizzare la propria opinione invece di analizzare a fondo le singole situazioni nella loro specificità.
Per esempio è opinione comune che i messaggi pubblicitari siano fastidiosi anche perché poco rilevanti e troppo generici, ma quando viene proposto di ricevere messaggi personalizzati in base a dati raccolti in forma anonima i partecipanti a un'indagine rispondono così:
il 57% non si dichiara contento del fatto che si usino di dati della propria cronologia di navigazione per mostrare pubblicità interessante, anche quando le informazioni sono trattate in modo anonimo e non contengono "dati personali"
e
Il 42% di consumatori invece preferirebbe che i pubblicitari non tracciassero la loro navigazione sul web, anche se questo comporta dover ricevere pubblicità a cui non sono interessati.
Non si può neanche concludere che è meglio che le aziende stiano lontane dalla rete e non invadano i nostri spazi anche qui (posizione rispettabilissima che in molti ambiti condivido): un altro piccolo doppio legame è che diamo per scontato lo scarso interesse di chiunque alle forme di promozione pubblicitaria, eppure i siti di molte aziende sono visitati ogni giorno da migliaia di persone che si espongono volontariamente ai loro prodotti.
Secondo Bateson però il doppio legame poteva anche essere creato apposta a scopo di cura. Da questo punto di vista lo spirito di ogni attività di digital marketing dovrebbe essere riassunto così: far sì che una persona interessata a un brand trovi facilmente qualunque cosa cerchi, senza infastidire gli altri.

Fonte Notizia: Punto-Informatico
Posted by pipols at 15:45:53 | Permanent Link | Comments (0) |

Lavoro IT/ Io Valgo

La settimana scorsa ho lanciato un'idea che io stesso ho definito pazzesca, al limite dell'impossibile. Una cosa che non esiste, specie in un paese individualista come il nostro, eppure, con mio incredibile stupore, qualcuno si è alzato dalla sedia e ha detto: facciamolo. Un altro gli ha fatto eco e ha detto: organizziamoci, contiamoci.
C'è stato chi spontaneamente, anche da solo, ha iniziato ad aprire siti per organizzare, per parlarne. Alcuni giovani ragazzi mi hanno fatto l'onore d'invitarmi a scrivere nei loro siti.
Mi sono chiesto allora "Quale molla è scattata in queste persone per spingerle a fare questo?"
La risposta che mi sono dato è una sola: "Perché IO VALGO".
È un affermazione importante, è il primo passo per il riconoscimento del proprio valore.
Se siamo dove siamo non è per la mancanza di controlli (anche se è vero), o perché abbiamo leggi sul lavoro la cui applicabilità deve essere perfezionata, o privati che speculano, ma perché accettiamo, soli e passivi, lo stato delle cose.
Se accetto un compenso irrisorio, delle condizioni di lavoro inadatte e senza sicurezza, significa che ritengo corretto e giusto il prezzo concordato per il mio valore. Se questo può essere un compromesso accettabile per entrare nel mercato del lavoro, o in periodi di assoluta necessità, non può essere la regola.
È legge universale che il pagamento di un servizio debba essere commisurato alla reale esigenza e qualità dello stesso.
Se richiedo un Bravo Informatico lo devo pagare come un bravo informatico. Se intendo pagarlo di meno allora le cose sono due: o mi trovo davanti ad una persona che sta "svendendo" il suo valore, o realmente a me non interessano i servizi di un Bravo Informatico e sto assumendo lo "smanettone" di turno, perché "lo smanettone" è quello che io cerco, assumendomene tutti i rischi del caso.
Se ritenete di avere delle conoscenze che valgono, che avete acquisito con lavoro e fatica, e Vi offrono meno di quanto pensate di valere, la risposta deve essere una sola: "Non state cercando un Bravo Informatico". Mi rendo perfettamente conto che può essere duro dare questa risposta, ma è la sola risposta che vi permette di distinguerVi.
Se ci pensate, il prezzo è la prima cosa che distingue la merce. Una Ferrari ed una Fiat sono entrambi 2.000 di cilindrata, ma è il prezzo differente che vi fa subito intuire d'avere di fronte merce di qualità differente.
Questa stessa esatta percezione deve avere l'interlocutore che avete davanti!
Se avete accettato un compenso inferiore alle Vostre aspettative significa che questo è quanto Voi valete. A poco vale lamentarsi una volta che si è accettato. Vi siete pesati, vi siete misurati, ed avete concordato che valete poco. Nessuno vi ha puntato una pistola alla testa costringendovi ad accettare, siete stati Voi stessi a farlo.
Poiché la conoscenza che abbiamo appreso è un bene prezioso, quello che ci dà i mezzi per vivere, dobbiamo essere i primi a valorizzare questo bene al meglio che possiamo.
Di questi tempi anche un banale servizio di compilazione del 730 costa 20 euro; allora perché io non dovrei chiederne altrettanti per una minima consulenza su Office? Sono d'accordo con coloro che dicono che ci si vergogna a chiedere un compenso per lavori "banali"; ma elargire gratis il proprio lavoro ed essere sempre pronti a pagare ogni altro servizio è una linea di comportamento inaccettabile.
Può anche accadere che si incontrino controparti non disposte a pagare per i nostri servizi, e se questa diventa la regola, allora significa che il Business dell'Informatica è finito, non esiste, è meglio cambiare lavoro.
O meglio, forse è finito il Business dei "finti informatici" ed inizierà quello dei veri Bravi Informatici, gente capace, come Alex, di trovare bugs anche su Google. Gente il cui valore è riconosciuto e pagato.
Quante più persone affermeranno "IO VALGO", tanto più questo messaggio avrà possibilità di passare ed essere compreso anche al di fuori del nostro ambito.
Forse è possibile per noi IT iniziare con un semplice gesto per affermarci, come far saltare il numero di commenti massimi accettati da questo sito, basta una riga dicendo "IO VALGO".
Non è certo un gran gesto, concordo, ma come dice il saggio "Anche il viaggio più lungo inizia con un semplice primo passo".

Fonte Notizia: Punto-Informatico
Posted by pipols at 15:44:03 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì 04 Aprile 2008

Curiosità: TosPom - Lanciamo la palla e facciamoci una foto....

La realtà supera di molto l'immaginazione.... che minchiata di gioco... :)

TosPom Snaps Photos During Game Of Catch

tospom.jpg

Remember the good ole days when you and your poppy would grab your mitts and head out to the yard for a rousing bout of lobbing a ball back and forth until you started to get too aggressive, so he ran you down and tackled you, permanently leaving you with a speech impediment? What if you could share those moments forever with up close and personal photos? The TosPom is a ball-shaped camera which snaps photos as you throw it to-and-fro.

When the catch recipient catches the TosPom, the camera ball automatically snaps a photo, capturing the expression of the catcher, and displaying the image on a built-in screen, or at least that’s the intention. You figure most of the shots will have the camera facing odd directions, capturing snaps of the inside of your palm and your surroundings as well. They should include this sort of functionality on the next-gen Wii.

Posted by pipols at 14:57:49 | Permanent Link | Comments (0) |